Alimentazione del bestiame

LINEE GUIDA PER L'USO RAZIONALE DEI FORAGGI NELL'ALIMENTAZIONE DELLE BOVINE

L’evoluzione del numero e delle dimensioni delle aziende del comparto produttivo e il continuo miglioramento del potenziale produttivo delle bovine evidenzia sempre più la necessità di disporre di fieni di ottima qualità e di adeguati criteri di razionamento per garantire il loro ottimale utilizzo permettere adeguate produzioni quali quantitative di latte. Per sostenere le imponenti esigenze nutrizionali delle vacche da latte è essenziale disporre di fieni dotati di elevati contenuti di nutrienti biodisponibili e, in particolare, di fibre velocemente degradabili nel rumine; tali obiettivi possono essere raggiunti coltivando i foraggi con opportune tecniche agronomiche e raccogliendo piante molto giovani che dovranno essere essiccate rapidamente per mantenerne inalterate le caratteristiche originali.

L’esperienza pratica e scientifica sempre più sottolinea l’importanza che si deve attribuire alla disponibilità costante di fieni di buona qualità per la produzione di Parmigiano Reggiano e sempre di più si ha certezza che i foraggi rappresentano lo stretto legame fra l’unicità delle peculiari caratteristiche qualitative del Parmigiano Reggiano e il suo Comprensorio di produzione. Questa Linea Guida vuole fornire agli operatori un riferimento, scientificamente basato anche se fortemente ancorato all’esperienza pratica, utile al miglioramento continuo dei criteri di utilizzo dei fieni, cardine dell’alimentazione delle bovine della nostra filiera e si inserisce nell’ambito di attività dell’ALBO DEI PRODUTTORI DI MANGIMI E FORAGGI.

Linee guida per l’uso razionale dei foraggi nell’alimentazione delle bovine che producono latte per il Parmigiano Reggiano
Andrea Formigoni, Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie - Alma Mater Studiorum – Bologna
Marco Nocetti, Servizio Tecnico Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano

I modelli dinamici di razionamento nella realtà del Parmigiano-Reggiano: Guida tecnica

Formigoni, A. - Dipartimento di Morfofisiologia Funzionale e Produzioni Animali. Università di Bologna.

La produzione del Parmigiano-Reggiano vede storicamente nel divieto degli insilati e nell’abbondante uso di fieno, prevalentemente di medica, nell’alimentazione delle bovine uno dei cardini della propria qualità e tipicità; di conseguenza le politiche del Consorzio hanno sempre sostenuto e propugnato in vari modi la massimizzazione dell’utilizzo di tali foraggi. Talvolta, impropriamente, tale condizione viene colta come un obbligo ad avere una pesante “zavorra” nella razione delle bovine: viceversa la ricerca dimostra in modo sempre più convincente che il fieno di medica è un eccezionale alimento per la bovina da latte, a patto, ovviamente, che sia prodotto ed inserito nel razionamento in modo ineccepibile. Le tecniche di razionamento hanno subito nel corso degli ultimi due decenni, profonde modificazioni segnate da sempre nuove e importanti acquisizioni scientifiche inerenti la composizione degli alimenti, i fabbisogni degli animali e la loro fisiologia digestiva, con particolare riferimento alle esigenze ed alla funzione del microbiota ruminale. In ragione delle nuove conoscenze divenute ormai patrimonio della comunità scientifica, appare utile raccogliere in un compendio sintetico le principali innovazioni che possono influenzare, modificandole in positivo, le prassi gestionali ormai da tempo in uso nelle filiere di produzione del Parmigiano - Reggiano per conservarne e, se possibile, accrescerne le caratteristiche di qualità e anche per offrire agli allevatori, ai tecnici ed agli esperti un sintetico manuale d’uso quotidiano. I modelli di razionamento recentemente proposti sono quelli pubblicati dalla Scuola di Cornell (1998) con le successive modifiche ed integrazioni e dall’ultima edizione dell’NRC (2001) ed organizzati nel sistema CNCPS (Cornell Net Carbohydrate and Protein System) che integra i dati inerenti alla composizione chimica degli alimenti ( frazioni azotate e glucidiche) con quelli della loro velocità di degradazione ruminale producendo modelli perciò detti dinamici che permettono di stimare in maniera dinamica l’effetto (in termini di produzione di energia netta, di proteine microbiche, aminoacidi e di proteine intestinali di origine alimentare) dell’impiego di alimenti caratterizzati secondo il sistema delle frazioni proteiche e glucidiche. L’adozione del sistema offre una migliore capacità di analisi delle razioni e di interpretazione dei fenomeni digestivi, e consente altresì di elevare l’impiego dei foraggi nelle razioni con una ottimizzazione degli apporti azotati e glucidici. La linea guida è stata realizzata nell'ambito del progetto: "Progetto di supporto per l’assistenza tecnica: “Supporto all’uso di NIRS e CNCPS” - L.R. 28/98 piano stralcio 2005 finanziato dalla Regione Emilia-Romagna.

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“Optimizing Carbohydrate and Amino Acid Nutrition to Maximize Milk Casein Production by Dairy Cows”

10 maggio 2005 - Charles J. Sniffen, Ph.D.Global Dairy: Consultancy Co., Ltd

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“Forage Management - Nutrition & Milk Composition”

4 novembre 2005 - Charles J. Sniffen, Ph.D.Global Dairy: Consultancy Co., Ltd

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Salubrità e caratteristiche degli alimenti zootecnici

24 maggio 2007 - Marco Ligabue ed Elena Bortolazzo

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Erba medica: una grande risorsa per l'allevatore

24 maggio 2007 - Formigoni, A.

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