• Il bilancio di un’annata

2016: Le esportazioni di formaggi grana

2016

Le rilevazioni Istat relative all’export di Parmigiano Reggiano e Grana Padano nel 2016 - seppure ancora parziali - confermano il trend di continua espansione sui mercati esteri.
Da gennaio a novembre dell'anno passato la domanda dall'estero delle due DOP - escluso il prodotto venduto grattugiato - è aumentato in volume del 4,5% in confronto al medesimo periodo dell'anno precedente.

Nello stesso periodo, l'aumento delle esportazioni di porzionato e forme ha interessato le più importanti destinazioni comunitarie, come Francia (+6,9%) e Regno Unito (+4,4%), con la sola eccezione della Germania, per la quale si è rilevata una stabilizzazione. In questi tre mercati, che concentrano più di un terzo dell'export delle due DOP, la quota rappresentata dal Parmigiano Reggiano è stimabile al 45%.

Nel 2016 si è inoltre consolidato il forte aumento delle spedizioni verso la Spagna, così come è risultata in aumento la domanda dall'Austria, dopo un triennio di stallo. Conferme sono arrivate anche da alcuni mercati del Nord Europa che da diversi anni risultano in continua espansione, mostrandosi tra i più dinamici in ambito UE. E' il caso della Danimarca e in particolare della Svezia, dove l'export da tempo sta crescendo considerevolmente.

Esportazioni di Parmigiano Reggiano e Grana Padano (tonnellate)

Anche nei primi undici mesi del 2016 i flussi di esportazione verso il resto d'Europa sono stati rallentati dal calo della domanda dalla Svizzera e dal blocco delle importazioni imposto dalla Russia, che ha determinato l'azzeramento dei volumi destinati a questo mercato. Prima dell'embargo ai prodotti UE, introdotto nell'agosto 2014, la domanda da parte della Russia aveva registrato un notevole aumento.

Come nell'anno precedente, la crescita dell'export verso i mercati extra europei è in larga misura il risultato dell'aumento delle esportazioni dirette negli Stati Uniti (+9,4%) e in Canada (+8,9%), sostenuto anche nel 2016 dalla maggiore debolezza dell'euro sul dollaro.

Relativamente all'export verso l'Asia fino al mese di novembre si segnala una contrazione seppure contenuta al 2%. Il calo ha interessato in misura pressoché uguale sia il Giappone - che rappresenta il principale mercato asiatico - sia complessivamente le altre destinazioni minori. Il lieve calo del Giappone, se confermato anche dai dati di dicembre, seguirebbe comunque la consistente ripresa del 2015.
Negli altri paesi del continente asiatico - che singolarmente rappresentano volumi ancora modesti - la battuta di arresto alla crescita degli anni precedenti è legata alla contrazione dell'export verso le principali destinazioni della Penisola Araba, in parte compensata dall'aumento in Corea del Sud, Israele e Cina.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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