• 2009

RABBONI ALLA FESTA DEL CASARO BOLOGNESE: PUNTIAMO A INTEGRARE LE QUOTAZIONI DEL PARMIGIANO REGGIANO

Il lavoro per un incremento del 5%, Alla manifestazione, “Coltellino d’oro” per il comico Vito.

Bologna, 18 giugno 2009  -  “Stiamo lavorando per dirottare sul Parmigiano Reggiano i fondi comunitari destinati al miglioramento delle Dop, finalizzandoli unicamente ad un sostegno a quelle quotazioni all’origine che stanno mettendo in ginocchio migliaia di allevamenti e centinaia di strutture di trasformazione”.
Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Tiberio Rabboni, intervenendo alla tradizionale “Festa del casaro bolognese”.

All’annuale appuntamento organizzato dalla sezione di Bologna del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Rabboni ha dunque lanciato un segnale che, se andrà in porto, consentirà un’integrazione del prezzo del latte destinato alla trasformazione pari a 0,02 euro al litro; in altri termini, le quotazioni del formaggio potrebbero così salire di circa 0,32 centesimi al chilo (occorrono 16 litri di latte per produrre un chilo di Parmigiano Reggiano), corrispondenti ad un 5% in più rispetto alle quotazioni attuali.
Non ancora una soluzione definitiva ad una crisi che dura da cinque anni, ma comunque una boccata d’ossigeno per aziende che – come ha detto il presidente della sezione bolognese del Consorzio, Angelo Romagnoli – non riescono più a reggere il peso di costi fissi che non vengono coperti dalle quotazioni, che rappresentano l’unico vero problema per il nostro formaggio.
Le indicazioni fornite dal presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, confermano questo dato.

“Il Parmigiano Reggiano – ha infatti detto Alai - è l’unico prodotto che non ha registrato le pesanti cadute (-20%) che in queste settimane e in questi ultimi mesi hanno segnato la maggior parte dei formaggi e il latte; certo, scontiamo da anni una situazione di crisi, ma questa tenuta, che riguarda innanzitutto i consumi, è un segno positivo, che conferma l’ottimo posizionamento del nostro formaggio”.
Segnali positivi, dunque, che secondo Alai comunque non bastano: “anche il ritiro di un ingente quantitativo di prodotto da parte dell’Agea e quello che effettua in proprio il Consorzio su 63.000 forme per le azioni promozionali all’estero – ha detto Alai – rappresentano misure concrete di intervento sul mercato, ma la soluzione dei problemi strutturali del comparto risiede in una nuova organizzazione dell’offerta, con modalità di distribuzione sulle quali dobbiamo lavorare e stiamo lavorando come sistema per accrescere il potere contrattuale dei produttori”.

Ma nonostante le preoccupazioni relative al mercato l’annuale “Festa del casaro bolognese” si è confermata momento conviviale importante per amministratori e casari delle imprese bolognesi, che con calore hanno accolto l’ospite d’onore della serata: Stefano Bicocchi, in arte Vito, cui è stato conferito il “Coltellino d’oro”, massimo riconoscimento del Consorzio a personalità che abbiano contribuito a diffondere, con la loro attività, la notorietà del territorio e la sua cultura.

Riconoscimenti sono stati anche consegnati a caseifici benemeriti, ed in particolare al presidente del Caseificio “Casearia Sant’Anna” di Anzola Emilia, Giulio Ghiaroni, e al casaro Roberto Casali. “Casellino d’argento”, infine, per l’ex presidente della sezione consortile bolognese, Oriano Caretti, per l’impegno che per tanti anni ha segnato la sua attività a favore della tutela e promozione del Parmigiano Reggiano.
 

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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