• 2009

CELLULE SOMATICHE: LE ULTIME NOVITA'

Parmigiano-Reggiano Notizie 09 01 - INFORMAZIONI TECNICHE di Marco Nocetti, responsabile del Laboratorio di tecnologia applicata del Consorzio

23 gennaio 2009 - Riprendiamo il tema delle cellule somatiche, un argomento che è stato affrontato in alcuni passaggi anche dalla recente assemblea dei delegati del 20 gennaio. Facciamo alcune domande a Marco Nocetti, responsabile del Laboratorio di tecnologia applicata del Consorzio.

Il tema delle cellule somatiche è scottante e va affrontato anche perché ci sono delle importanti novità in proposito dal punto di vista della normativa. Quali sono queste novità?
Con il 31 dicembre 2008 è finita la deroga e, come peraltro era stato abbondantemente annunciato, questa deroga non è stata prorogata, per cui siamo in un regime di applicazione del Regolamento 853. Le regioni Emilia-Romagna e Lombardia insieme - e questa è già una bella novità - stanno producendo la circolare che definirà le linee guida per l'esecuzione dei controlli. Possiamo riassumere le norme oggi in vigore in alcuni punti fondamentali che allevatori e caseifici devono avere ben presenti:
- dal primo gennaio è obbligo per ogni allevatore avere almeno una analisi delle cellule al mese;
- vanno tenute monitorate le medie geometriche mobili prescritte dalla legge, cioè le medie geometriche delle analisi effettuate nei tre mesi precedenti ogni controllo;
- quando questa media geometrica supera le 400.000 cellule, è responsabilità dell'allevatore comunicare al Servizio Veterinario competente per territorio la non conformità (eventualmente di concerto col caseificio e col laboratorio, anche se va ricordato che comunque la responsabilità della comunicazione è dell'allevatore);
- da quel momento decorrono i tre mesi del periodo di osservazione per ripristinare la conformità, periodo in cui l'allevatore deve continuare ad effettuare le analisi e documentare quello che fa per abbassare le cellule;
- decorsi i tre mesi, il servizio veterinario valuta le media geometrica. Se questa è inferiore a 400.000 la conformità è ripristinata, se no indubbiamente, si pongono seri problemi di utilizzo del latte che potrà:
- non essere più utilizzabile per produzioni destinate al consumo umano (quindi potrà essere distrutto oppure utilizzato per fare latte in polvere per alimentazione zootecnica):
- oppure essere ancora trasformato in formaggio o prodotti destinati al consumo umano, ma questa concessione avrà vincoli molto pesanti, cioè analisi supplementari, tracciabilità del prodotto molto rigida, dislocazione a parte del prodotto dentro il magazzino e soprattutto richiederà all'allevatore la documentazione di interventi molto incisivi per ripristinare molto velocemente la conformità.

Queste norme sembrano molto restrittive per cui gli allevatori devono porre molta attenzione e devono adottare alcune misure. Quali sono queste azioni per ridurre le cellule nel latte? Fondamentalmente occorre avere un controllo analitico regolare delle cellule vacca per vacca, avere un rapporto serio e costante con un veterinario che emetta una diagnosi e proponga una terapia, impostare una politica di riforma degli animali cronici,, effettuare una manutenzione regolare dell'impianto di mungitura.
Ovviamente, occorre tenere gli animali in condizioni igieniche e di alimentazione adeguate.
Vi sono anche degli interventi da non fare. E' stato chiarito che filtri e centrifughe non sono autorizzati non tanto e non solo dal Consorzio ma dalla legge stessa, utilizzare questi prodotti è una frode in commercio, per cui ci si espone a rischi notevoli di sanzioni. Sappiamo poi che vi è tutta una serie di interventi, quelle che chiamiamo "polverine", che raramente funzionano e molto spesso creano problemi al formaggio, per cui il loro uso va attentamente valutato.

Le analisi di cui abbiamo parlato vanno effettuate dall’allevatore in autocontrollo, ma vi saranno anche dei controlli ufficiali?
Certo!Autocontrollo vuol dire che l'allevatore – ripetiamo, è il regolamento del pacchetto igiene che carica l'allevatore di questa responsabilità – deve tenere una gestione accurata e documentata della sua produzione, in particolare delle analisi sul latte; però ovviamente i servizi veterinari faranno dei controlli a campione, sistematici e piuttosto numerosi, per verificare che l'autocontrollo sia affidabile, e ovviamente sanzioneranno le situazioni che troveranno carenti.

Rispetto a questa novità introdotte quale è la situazione nel nostro comprensorio?
La situazione del nostro comprensorio non è grave, soprattutto per chi "capisce l'antifona", cioè comprende che bisogna intervenire. Una volta che si prende la decisione e ci si mette nell'ordine di idee di intervenire è quasi sempre molto semplice contenere le cellule. Bisogna volerlo fare. Abbassare le cellule è oggi un imperativo di legge, ma va sempre ricordato che il contenimento delle cellule è uno strumento molto valido di miglioramento della redditività dell'allevamento e del caseificio, per cui non c'è motivo per non farlo.
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