• 2009

QUOTE LATTE: RIPERCUSSIONI PER IL PARMIGIANO-REGGIANO

Parmigiano-Reggiano Notizie febbraio 2009 - L'EDITORIALE di Giuseppe Alai, presidente del Consorzio

20 febbraio 2009 - L'argomento di quest'ultimo periodo è la ridistribuzione delle quote latte assegnate all'Italia dopo la fase di confronto in Unione Europea per la Health Check, cioè lo stato di salute dell'agricoltura italiana ed europea.
Questo tema della distribuzione delle quote latte sta diventando un argomento di assoluto interesse, sia per il mondo sindacale sia per il mondo produttivo. Infatti, l'assegnazione di un ulteriore 5% per l'Italia, il correttivo di grasso e la quota precedentemente assegnata di un aumento del 2% non solo coprono abbondantemente tutta la produzione effettuata finora nel nostro Paese, ma anche generano lo spazio per un ulteriore produzione stimabile intorno ai 700.000 quintali.
Facciamo due conti. Complessivamente è stato assegnato all'Italia un aumento del 5%, cioè 6.200.000 q di latte, che vanno sommati alla precedente assegnazione – riserva nazionale – del 2%, pari a 2.040.000 q di latte. Così la produzione complessiva nazionale assegnata all'Italia supera i 110 milioni di quintali di latte. Ora, nel corso dell'annata casearia 2008/2009, l'Italia ha prodotto 108.400.000 q. Quindi esiste lo spazio per crescere ulteriormente la nostra produzione nazionale, e questo si ripercuote anche nel comprensorio del Parmigiano-Reggiano, in quanto anche per gli allevamenti della nostra zona esiste un ulteriore spazio di crescita. Tradotto in numero di forme, abbiamo stimato che la crescita possibile nel nostro comprensorio sia di circa 35-40.000 forme.
Questo fatto non ci sta allarmando dal punto di vista della quantità in sé ma ci preoccupa il fatto che il comprensorio del Parmigiano-Reggiano possa diventare un luogo in trasferire questa ulteriore produzione lattiero-casearia.
L'attenzione si sposta quindi sul nostro disciplinare di produzione, che attualmente prevede un'alimentazione delle bovine per il 75% coi foraggi del territorio e per il 35% coi foraggi dell'azienda agricola. La percentuale aziendale diventerà 50% nel momento in cui sarà approvato definitivamente l'ultima modifica al disciplinare, pensiamo alla fine della prossima estate.
A questo punto bisognerà prendere nuovamente in considerazione un'ulteriore modifica del disciplinare, orientandoci a un ulteriore aumento della percentuale di produzione foraggera aziendale. Un sistema di difesa dal possibile ingresso di nuovi sistemi di produzione nel nostro territorio potrebbe quindi derivare dalla correzione della capacità di produrre in funzione della quantità di territorio a disposizione degli allevamenti. In questo modo potremmo difendere la nostra produzione da aumenti ingiustificati dei quantitativi di riferimento, ma allo stesso tempo potremmo creare degli spazi per gli allevamenti storici.
Su questa base il Consorzio si sta muovendo alla ricerca delle possibili alleanze e sinergie per generare un ulteriore qualificazione del nostro territorio. Molto probabilmente, nel momento in cui la Commissione Europea consentirà di riavere una possibilità di aggiustamento del nostro sistema di organizzazione della produzione inquadrato nel disciplinare produttivo, i caseifici verranno chiamati per affrontare questo tema sulla logica della protezione del nostro territorio rispetto agli insediamenti produttivi che possono trasferirsi nella nostra zona solo con l'obiettivo di generare un valore aggiunto per il proprio latte senza condividere in pieno lo spirito produttivo del Parmigiano-Reggiano.
 

Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette