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Alla Festa del Casaro di Parma consegnato il “Coltellino d’Oro” alla Protezione Civile Italiana

Parma, 9 giugno 2010 - Si è tenuta venerdì 4 giugno nei locali delle Fiere di Parma la tradizionale Festa del Casaro, evento che celebra il sapiente e costante lavoro dei maestri casari per realizzare il “re dei formaggi”.

Alla cena hanno partecipato i casari accompagnati dai familiari e la serata si è svolta alla presenza di numerose autorità e rappresentanti delle associazioni agricole, accolte da Paolo Bandini, presidente della Sezione di Parma, insieme a Giuseppe Alai, presidente del Consorzio, Leo Bertozzi, direttore generale e tutti i consiglieri della Sezione di Parma.

La serata ha visto l’assegnazione del “Coltellino d’Oro” (premio destinato a coloro che si distinguono per opere meritevoli) alla Protezione Civile Italiana sia per il prezioso lavoro svolto in Abruzzo dopo il disastro provocato dal terremoto, sia per la proficua collaborazione con la Sezione stessa per far arrivare il Parmigiano-Reggiano alla mensa della popolazione colpita dal sisma. Infatti nel 2009, proprio in seguito al terribile evento, la Sezione di Parma ha deciso di devolvere ai terremotati i fondi stanziati per organizzare la consueta Festa del Casaro.

Grazie al Consorzio Agrario di Parma che ha preparato e confezionato il formaggio e alla ditta Mazzocco che ha assicurato la logistica, è stato possibile far pervenire settimanalmente il Parmigiano-Reggiano al campo tendopoli di Piazza d’Armi all’Aquila. Il Parmigiano-Reggiano rappresenta un alimento ricchissimo di nutrienti e facile da somministrare e si è quindi dimostrato ideale nella situazione di emergenza.

Lorenzo Alessandrini ritira il “Coltellino d’Oro”

Il premio è stato ritirato da Lorenzo Alessandrini che, su delega di Guido Bertolaso, era presente alla serata in rappresentanza del Dipartimento di protezione civile di Roma.
Alla cena erano inoltre presenti Gabriele Ferrari, consigliere regionale e, ai tempi del sisma, assessore provinciale con delega alla protezione civile e alla sicurezza, Mirco Carretta, presidente del comitato provinciale della Protezione civile e Pierluigi Ferrari, vicepresidente della Provincia di Parma.

La festa è stata scandita dalla consegna di altri premi tutti dedicati ai casari e al loro prezioso lavoro.

Il premio concepito per i più giovani è lo “Spino d’Argento”, un riconoscimento assegnato a quei casari che solo da pochi anni si fregiano di questo titolo.

Tre i giovani casari premiati:

  • DAVIDE BASILI. Casaro dal 2006, lavora nel Caseificio aziendale “La Vigna” di Valmozzola.
  • FRANCO LODDO. È diventato casaro nel 2007 nel Caseificio sociale “Eva” di Eia.  Lo aiuta la moglie Donatella Sanna.
  • SANDRO FORLINI. Casaro dal 2006 nel Caseificio di Provazzano. La moglie Monica Alberelli rappresenta un aiuto insostituibile.

Secondo importante premio della serata è stato la “Medaglia d’oro”, riconoscimento conferito a quei casari che da ormai un quarto di secolo si cimentano nell’arte casearia.
A loro è andato il ringraziamento del Consorzio per la dedizione e gli anni trascorsi al servizio di questo prodotto che è unico anche perché si basa sulle esperienze personali maturate e perfezionate nel corso del tempo.

I casari che hanno ricevuto questo omaggio sono:

  • DAVIDE E LORENZO BIACCA. Provengono da una famiglia che si tramanda l’arte casearia da tre generazioni e sono casari dal 1986. Oggi lavorano presso il Caseificio Artigianale “La Madonnina” di Salsomaggiore Terme.
  • DANIELE FACCHINI. Ha iniziato come aiuto casaro nel caseificio “Valserena” nel 1971 ed è diventato casaro nel 1986. Dal 2004 presta la sua opera presso il Caseificio Sociale “San Luigi” di Trecasali.
  • ALBERTO FONTANA. Casaro dal 1985, opera presso il Caseificio Sociale “Carignano” di Parma dal 2002, costantemente sostenuto dal prezioso aiuto della moglie Pierina Flori.

Alcuni momenti della Festa del Casaro

Al casaro più anziano per attività è stata consegnata la “Targa d’oro”, un segno di ringraziamento per una vita intera dedicata al Parmigiano-Reggiano.
Quest’anno il premio è andato a PIETRO LELLI che ha iniziato la sua carriera come aiuto casaro nel 1962 presso il Caseificio Sociale “Santo Stefano” di Montechiarugolo, diventando poi casaro nel 1967.
Da allora presta la sua arte artigianale al Caseificio Sociale “Santo Stefano” di Montechiarugolo, sempre coadiuvato dalla moglie Giovanna Pioli.

Particolarmente interessante il premio “Buretta d’oro” (la “buretta” è uno strumento di analisi che tutti i casari utilizzano in caseificio per testare giornalmente il grado di acidità del siero innesto).
Questo riconoscimento viene assegnato a quei casari che hanno dedicato la loro vita alla ricerca, allo studio e al monitoraggio dei processi produttivi senza avere alle spalle una preparazione scientifica, ma solo grande passione, costanza e la volontà di migliorare e trasmettere agli altri le proprie esperienze per far crescere tutto il sistema.
Questo premio è stato consegnato a MAURILIO PEDRETTI: casaro dal 1972, opera presso il Caseificio Sociale “San Pietro” di Bigatto dal 2001, attivamente aiutato dalla moglie Ines Tosi. 

La festa si è conclusa con un omaggio floreale a tutte le donne presenti in sala: una composizione realizzata a mano con carta riciclata da donne tailandesi riunite in un’associazione che si propone di valorizzare l’artigianato locale e di sostenere l’emancipazione della popolazione locale.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette