• 2011

L'assemblea del Consorzio per una coesione tra caseifici

Intervista a Giuseppe Alai dopo i lavori assembleari. Coesione sulle iniziative del Consorzio per aumentare le esportazioni e incidere sui modelli di consumo per affermare il Parmigiano-Reggiano sempre più come pietanza veloce.

Reggio Emilia, 28 marzo 2011 - Il 2010 ha segnato una decisa inversione di tendenza per le quotazioni del Parmigiano-Reggiano, e la crescita ha caratterizzato anche i primi mesi del 2011. Oggi, però, non si può abbassare la guardia sul valore di tre azioni decisive per la salvaguardia del reddito:

  • il governo della produzione,
  • la spinta promozionale sui mercati esteri; 
  • l'affermazione di prodotti innovativi che consolidino la tendenza ad un uso progressivo del Parmigiano-Reggiano come alimento e pietanza, e non solo come ingrediente.

E’ questa l’indicazione di fondo emersa dall’Assemblea dei Consorziati, riuniti tutti insieme per la seconda volta in assise generale dopo le modifiche statutarie della primavera 2010.

Al termine dei lavori assembleari, il presidente del Consorzio, Giuseppe Alai, ha risposto ad alcune domande alla stampa intervenuta.

Presidente, oggi c’è stata l’assemblea, quali sono un po’ le sintesi e il sentire dei nostri caseifici e dei nostri produttori?

Oggi è apparso molto chiaro che c’è soddisfazione per l’andamento congiunturale ma anche una forte attenzione a quello che può accadere nell’eventualità che si possa uscire dal binario della collaborazione che è stato fin’ora attivato. Quindi registro una forte consapevolezza da parte dei caseifici, un’attenzione agli argomenti di sviluppo dell’attività del Consorzio per il futuro e soprattutto una valorizzazione delle iniziative da prendersi per l’annata 2011.

Il Parmigiano-Reggiano “vola”, nel vero senso della parola, ma lei afferma che non bisogna abbassare  la guardia?

Esatto, dobbiamo cercare di costruire tutte le condizioni affinché si passi ad una forte coesione tra i caseifici, affinché tutti insieme, attraverso il Consorzio, si possano affrontare le tematiche per mantenere questa situazione congiunturale. Oggi il nostro principale obiettivo è quello di esportare, che è poi il problema di tutte le crescite imprenditoriali nei paesi evoluti. Significa anche entrare negli stili di vita delle persone con prodotti innovativi comunque fondati sul Parmigiano-Reggiano e contemporaneamente di spingere sull'uso del prodotto come pietanza, anche veloce, e non solo come condimento.
Quanto all'esportazione, dobbiamo ovviamente favorirla sui mercati solvibili e su quei nuovi mercati che riteniamo saranno solvibili nei prossimi cinque anni; parlo in particolare di Brasile, Russia e Cina. Proprio in Cina stiamo anche esplorando, insieme allo studio Ambrosetti, un percorso diverso per penetrare in un paese che ha una cultura completamente diversa rispetto agli altri paesi del mondo, soprattutto nei confronti dei prodotti agro alimentari e del formaggio.
Inoltre, insieme a tutti i consulenti e agenzie che il Consorzio ha in ognuno dei paesi per noi importanti dal punto di vista delle esportazione, cerchiamo di crescere le quantità esportate dando forza e valore alla società che abbiamo costituito il 4 di agosto 2010, la società I4S. Avvalendoci di questa società acquisiamo formaggio per ragioni istituzionali dai caseifici ed insieme agli esportatori costruiamo occasioni di crescita in mercati esteri.
Inoltre, seguendo anche il prodotto non conforme, pensiamo prossimamente di intervenire anche sul mercato del cosiddetto "sbiancati", così come approvato dall'assemblea nell'ambito delle modifiche statutarie dello scorso anno. Si tratta, in sostanza, di rendere tracciabile il percorso di questo prodotto e, soprattutto, di utilizzare la società I4S per ritirarlo e far in modo che non possa giungere sul mercato del prodotto conforme attraverso vie di "pirateria alimentare".

Presidente cosa chiedete al nuovo ministro?

Al nuovo ministro formuliamo gli auguri di un buon lavoro; un augurio che si estende alla sua struttura che in questi anni è sempre state a noi vicina. Al ministro chiediamo poi il ripristino di alcuni interventi che erano stati eliminati in passato, e cioè un forte sostegno all’esportazione dell’agro-alimentare, la difesa dei prodotti di qualità nel dibattito che si sta sviluppando a livello di Unione Europea e, soprattutto, un’attenzione particolare alle condizioni territoriali di sviluppo delle produzioni. Questo significa riservare una forte attenzione alle caratteristiche del territorio inteso come luogo di vocazione per quelle produzioni di qualità che lo rendono unico e importante. Nel territorio del Parmigiano-Reggiano l’impatto di produzione di formaggio per superficie è straordinario. Se, infatti, rapportiamo la produzione ai 10.000 km quadrati in cui si produce il Parmigiano-Reggiano, arriviamo ad avere 11 tonnellate di formaggio prodotto per chilometro quadrato. Il secondo formaggio in questa speciale graduatoria è la mozzarella con 2,4 tonnellate per chilometro quadrato, mentre il Grana Padano è a 2 tonnellate.
Questi dati dimostrano chiaramente quanto sia alto l’impatto della nostra produzione sull’economia territoriale. La conclusione, ovviamente, è che il costruire fattori di competitività legato al territorio per il Parmigiano-Reggiano diventa un percorso obbligato, per il quale è richiesto anche il concorso del mondo politico e istituzionale.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette