• 2011

INFORMAZIONI TECNICHE a cura di Marco Nocetti - servizio tecnico del Consorzio

Cellule somatiche ancora di attualità

Confermato il limite di 400.000 cellule/ml per il latte destinato a Parmigiano-Reggiano

Reggio Emilia, 25 febbraio 2011 - Riportiamo il testo dell’intervento del dott. Marco Nocetti del Servizio Tecnico del Consorzio nella trasmissione TV: Parmigiano-Reggiano Notizie del febbraio 2011.

Con il dr. Marco Nocetti, responsabile del Servizio Tecnico del Consorzio, torniamo sul tema della qualità del latte destinato alla trasformazione in Parmigiano-Reggiano, che abbiamo più volte toccato nella nostra trasmissione, per aggiornare i produttori sulle novità che hanno recentemente interessato le normative che regolamentano questo tema…

Nel 2006 è entrato in vigore il Regolamento UE n. 853 che imponeva anche per i formaggi a lunga stagionatura il limite di 400.000 cellule/ml per il latte alla stalla. Il Consorzio chiese ed ottenne tre anni per preparare l’applicazione del regolamento: alla fine del 2009 i tre anni sono scaduti e dall’1 gennaio 2010 il regolamento è applicativo ed è uno stimolo per i produttori a migliorare continuamente la qualità del latte.

E allora quali sono le novità nell’applicazione del regolamento?

Le notizia è che non ci sono novità; infatti, a fine settembre, la Conferenza Stato-Regioni aveva prodotto un provvedimento che, tra l’altro, riapriva alla possibilità di utilizzare limiti più elevati (700.000 cellule/ml) per la valutazione del latte, per cui si era parlato di un ritorno alla deroga.
Così invece non sarà, almeno per noi, dato che, di concerto con il Consorzio e tutte le organizzazioni, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di recepire il provvedimento mantenendo il limite delle 400.000 cellule/ml: almeno per noi pertanto nulla cambia e si continua con il regime in vigore dall’1 gennaio 2010.

Perché “almeno per noi”?

Perché e potestà delle Regioni recepire il provvedimento tal quale o applicare termini più restrittivi; se la Regione Emilia-Romagna (ripeto; di concerto con il Consorzio e le organizzazioni dei produttori) ha fatto questa scelta, altre regioni con ogni probabilità riporteranno il limite a 700.000 cellule/ml.

Che impegni comporta per il produttore l’applicazione della normativa?

Innanzitutto vi è l'impegno a migliorare costantemente la qualità del latte, curando sempre più l’igiene della stabulazione e la salute delle bovine. Da un punto di vista procedurale, l’allevatore è tenuto: 1 - ad effettuare almeno una volta al mese l’analisi delle cellule somatiche nel latte; 2 - a mantenere aggiornato il calcolo della media geometrica mobile trimestrale; 3 - a segnalare tempestivamente all’ASL l’eventuale superamento del limite delle 400.000 cellule/ml.

Vi è perciò un ulteriore aggravio dei costi burocratici a carico di allevatori e caseifici…

Effettivamente può essere così; è anche per evitare questi costi gestionali che la Regione Emilia-Romagna, anche in questo caso con il contributo delle organizzazioni e dei laboratori, ha messo a disposizione degli operatori il sistema Agrinet, utilizzando il quale tutti gli adempimenti vengono soddisfatti automaticamente a partire dalle normali analisi effettuate per il pagamento del latte a qualità. Tra l’altro, l’utilizzo di Agrinet, che è gratuito, permette di svolgere anche gli adempimenti necessari per ottenere i contributi previsti dal Reg. 73/09 art. 68, permettendo una notevole razionalizzazione delle operazioni burocratiche.

Che conseguenze ci sono per il produttore quando si verificano delle non conformità?

Con la comunicazione della non conformità decorre automaticamente un periodo di osservazione di tre mesi durante il quale il produttore è tenuto ad applicare le misure necessarie a ripristinare la conformità. Durante tale periodo, non vi sono restrizioni alla destinazione del latte, dato che il sperimento delle 400.000 cellule/ml non comporta rischi di nessun tipo per il consumatore. Al termine del periodo, se la conformità è ripristinata, tutto torna come prima; in caso diverso, è potestà dell’Autorità Sanitaria concedere ulteriori tre mesi o disporre la destinazione del latte ad usi diversi dal consumo umano finché la conformità non è ripristinata.

Ma se non ci sono pericoli per i consumatori, perché la legge impone tale limite?

Perché comunque un conteggio elevato di cellule somatiche è un indicatore di un carente stato di salute delle bovine, che va pertanto ripristinato nella logica di mantenere un adeguato livello di qualità del latte e di benessere degli animali; e poi perché è ben documentato che bassi tenori cellulari comportano migliori caratteristiche casearie del latte, ed è questo uno dei motivi per cui il Consorzio ritiene utile l’applicazione di queste normative.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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