• 2011

Editoriale del presidente Giuseppe Alai

Mantenere gli obiettivi di crescita controllata

I Piani produttivi possono consentire una crescita controllata della produzione, che tuttavia registra un aumento eccessivo (+4,6% a maggio). Per evitare il rischio di flessione delle quotazioni, occorre accogliere i programmi di ritiro I4S per incrementare le esportazioni

Reggio Emilia, 24 giugno 2011 - In questi giorni nelle varie Sezioni provinciali del nostro Consorzio si sta discutendo sull’applicazione dei Piani produttivi. E’ uno strumento varato dall’Assemblea dei caseifici del 10 dicembre scorso ed è stato ritenuto adatto per consentire una crescita controllata della produzione del Parmigiano-Reggiano nel corso del 2011 (+0,8% rispetto al 2010). Tuttavia, la situazione di crescita produttiva di questi mesi (+4,6% a maggio), maggiore rispetto a quanto non sia stato pianificato, sta determinando alcuni momenti di riflessione all’interno delle Sezioni per cercare di adottare misure affinché l’aumento di produzione non risulti eccessivamente dannoso per le quotazioni di mercato.

Nei diversi incontri e momenti di confronto, a volte, si sono registrate, purtroppo erroneamente, alcune interpretazioni particolari e ad uso personale dei regolamenti che sono stati emanati. Non va mai dimenticato che i Piani produttivi per il Consorzio del Parmigiano-Reggiano e per il Consorzio del Grana Padano sono stati varati attraverso una legge, la 231 del 2006, e poi, attraverso una richiesta della nostra Assemblea del dicembre 2010, sono stati prorogati per altri tre anni.L'applicazione si è resa un po’ più complessa poiché, nel frattempo, sono intervenute delle modifiche per la definizione dei punti di riferimento di produzione delle aziende. Quindi, prima di accrescere la produzione in modo eccessivo, occorre che ogni produttore e ogni singolo caseificio si confronti con il Consorzio per verificare gli effettivi margini di possibilità di crescita. Pertanto, ribadiamo questo nostro punto di vista, suggerendo ai caseifici di crescere in modo controllato sulla base dell'obiettivo indicato dall'Assemblea, vale a dire una crescita dello 0,8 % rispetto al 2010. Le quantità eccedenti siano contenute il più possibile, perché potrebbero poi arrecare danni successivi alle quotazioni del Parmigiano-Reggiano sul mercato.

Proprio per questo, abbiamo anche proposto ai caseifici, che dovranno farci pervenire la loro risposta entro il 31 agosto 2011, un piano che prevede il ritiro da parte della società I4S di 150-200.000 forme, pari, all'incirca, alla quantità di produzione in aumento dopo il 2009, proprio perché stiamo riscontrando, in questi ultimi mesi, un ritorno alla crescita delle giacenze; e siccome produrre per il magazzino non è come produrre per il mercato, la conseguenza immediata è che le quotazioni del nostro prodotto tendono a diminuire.

In base a questa considerazione, suggeriamo ai caseifici, anche in questo caso, di mettersi in contatto con gli uffici del Consorzio per potere aderire a questo programma di ritiro che ha l’obbiettivo di spostare l’offerta del prodotto dai mercati tradizionali ai mercati esteri con possibilità di crescita. Nelle decisioni occorre mettere i riflettori non tanto sulla quotazione di ritiro di questo prodotto, che sarà comunque una quotazione in linea con il mercato, quanto sul vantaggio che avremo raggiunto, quello di non eccedere nell'offerta e, di conseguenza, non far tracollare le quotazioni che in questo momento continuano ad essere assolutamente soddisfacenti. Tuttavia, negli ultimi quaranta giorni si sono riscontrate delle condizioni di riflessione sul mercato, dovute, ovviamente, alla produzione in aumento; ma se corrisponderà uno spostamento di questo eccesso sui mercati nuovi, l’offerta continuerà ad essere costante e di conseguenza non vi saranno motivi per un calo delle quotazioni. Se diversamente, invece, dovessimo accorgerci che la proposta del Consorzio non verrà accolta, senza seguire i suggerimenti che nascono dalla coesione fra i caseifici e dalla ricerca del bene di tutti, e quindi non dovessimo raggiungere gli obiettivi delle quantità di prodotto ritirato, molto probabilmente avremo nuovamente un mercato nazionale con un eccesso di offerta, con conseguente pericolo per le quotazioni dei prossimi mesi.

Resta un fatto assolutamente importante da sottolineare; la produzione sta aumentando dal novembre del 2009, e se non dovessero corrispondere adeguate crescite di consumi o comunque adeguate collocazioni su mercati diversi rispetto a quelli tradizionali, la conseguenza logica, ribadiamo, sarebbe un aumento dell’offerta e quindi una maggiore competizione tra gli offerenti, con conseguente riduzione delle quotazioni del nostro prodotto.
Il Consorzio sta usando la massima attenzione per fare in modo che non si concretizzi questo eccesso di offerta, ma nello stesso tempo chiediamo la collaborazione dei caseifici, affinché si realizzi un’azione sinergica fra tutti gli attori della filiera e della produzione – che sono, appunto, gli allevatori, i caseifici e le imprese commerciali – affinché le quotazioni possano corrispondere ad una soddisfacente remunerazione per il lavoro che viene svolto da tutti i soggetti di questi tre livelli.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
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