• 2011

Editoriale del presidente Giuseppe Alai

Ottimo andamento delle esportazioni

Continua la crescita sui mercati stranieri, dove l'aumento delle quantità esportate dei formaggi a pasta dura è accompagnato da un aumento del prezzo unitario, compensando così la flessione dei consumi nazionali.

Reggio Emilia, 27 maggio 2011  -  Commentando i dati di esportazione dei primi mesi 2011, rileviamo che il formaggio esportato è in crescita. Diverso è l'andamento sul mercato italiano, dove la quota percentuale di vendita del Parmigiano-Reggiano è di circa il 70%; così, ad una crescita del prezzo, si determina una riduzione dei consumi di qualche punto percentuale. All’estero, invece, dove la quota del nostro formaggio venduto è intorno al 30%, il nostro prodotto è acquistato da un segmento di consumatori con un alto potere d’acquisto, e così un aumento del prezzo non determina una riduzione delle esportazioni.

Infatti, dall’analisi dei consumi che stiamo rilevando sui mercati stranieri, notiamo come quasi tutti i formaggi italiani abbiano delle crescite elevate in termini quantitativi, ma, contestualmente, rileviamo che queste crescite in valore sono inferiori. Questo accade, per esempio, nei formaggi freschi, che crescono quantitativamente del 30%, ma a livello di prezzo si ha un aumento solo del 4,66%. Questo fenomeno lo possiamo individuare anche per i formaggi a pasta filata, dove vediamo che dietro l’aumento del 15% delle quantità esportate l’aumento del prezzo è solo del 4%. Altrettanto si rileva per altri formaggi a pasta semicotta o semiduri.

Se invece andiamo ad analizzare questi dati per il Parmigiano-Reggiano e per i formaggi a pasta dura, sia per le forme intere o a pezzi, sia per il formaggio grattugiato, notiamo come l'aumento percentuale delle quantità esportate sia superato dall'aumento percentuale del prezzo di esportazione. Entrando nel dettaglio, con una crescita media delle quantità del 14,89% si ha una crescita del valore del +22,54% per le forme intere o a pezzi, mentre per il grattugiato l'aumento delle quantità del +6,45% è accompagnato da un aumento del prezzo del +15,95%, cioè di 2,5 volte superiore.

Quindi, sintetizzando, si ha non solo un aumento della quantità ma anche un’accettazione dell’aumento del prezzo per unità quantitativa. Questo sta a significare che sui mercati stranieri non stiamo subendo nessuna contrazione dei consumi, anzi, abbiamo un’accelerazione delle quantità esportate, e questo fa ben sperare per un recupero, grazie a questa compensazione che si registra sui mercati esteri, di quelle quote percentuali che stiamo perdendo sul mercato nazionale.

Coltello e Parmigiano-Reggiano
Ricette